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Visualizzazione dei post da 2023

Tanti blog, troppi blog

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Dio non ha unità, come potrei averla io?   E vabbe', faccio il blogger. Ne mando avanti - piuttosto male - una settantina. Li passiamo in rassegna? Eccoli. cordara (la liquirizia calabrese) laboratorio popolare di scrittura anti-creativa (già parzialmente dedicato a EMMEVUBI) bugiadri & fascio-leghisti l'ira della calabria il garantito Casa e putìga ti ricordi di ora esatta? practical politics the walking gallery Cercasi Relatore. il Martello delle Streghe Dexter e Sant'Anselmo failafila économie du langage Prendere il sangue. cantine renziane la strega (dedicato all'omonima pizzeria di Cosenza) La sécurité avant tout Spargisale (dedicato a Giorgio Massacra)  raccontami la guerra used & confused The Martian Chronicles Stefano Ascente architetture parte di te Le malelingue repliche misicca chiudere in bellezza Linguaggi Pubblicitari La parola socialista Attiva Rende Postreet Turismo e legislazione turistica Posare per Proust metateca cosa accadde domani? Laborato

Vecchie e nuove paranoie di Vladishit Putin

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  varie di Vladishit per bambini e adulti cretini   21 febbraio 2023   5 settembre 2023 https://b-bookfestival.blogspot.com/2022/03/si-chiama-guerra.html   h ttps://politics-practical.blogspot.com/2022/03/aiutateci-fermarlo.html   il megatavolo paranoico di Vladishit  un tavolo sintomatico (Vito Mancuso) https://www.vitomancuso.it/2022/03/07/guerra-e-pace/?fbclid=IwAR3obGNeq2oEBA4YucFxRoxnzl7bguMofVPBdWTuhqrsWuOUWagT372WBzQ   (Massimo Ammaniti) https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_15/putin-paranoico-paranoia-stalin-7e441dc8-a44c-11ec-93e2-dc8e38561d12.shtml   (scrive Vito Mancuso) (...) Talora non si dà guerra “o” pace, bensì guerra “e” pace, con la congiunzione “e” a connettere intimamente i due fenomeni. Come tradurre in latino il titolo di Tolstoj? Me lo chiedo perché il latino ha una capacità molto più ampia dell'italiano di esprimere la congiunzione “e”, che può essere resa con “et”, “ac”, “atque” e con il “que” aggiunto alla fine del secondo ter

Calidarium

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Il caldo e il freddo

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  un programma radiofonico di Massimo Celani RAI sede regionale della Calabria diretta da Antonio Minasi guest star   Marcello Walter Bruno e Raffaele De Luca con  Olivia Coppola Mariuccia De Vincenti Bruno Castagna Pietro Cantafio Mimmo Marchese Rosario Greco e con Enzo Gentile Giorgio Marconcini Luigi Chirizzi Enzo Arcuri Oloferne Carpino ispirato a “ Inferno Revisited ,  a modernised interpretation of Dante  written by Peter Howell,  was first broadcast on BBC Radio 4 on 17 April 1983.” courtesy Audiobox settore di sperimentaione sonora di RAI Radio3 diretto da Pinotto Fava con Sabina Sacchi e Ida  Paola   Scalercio

I ciuccioni di Massimo

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      “Sappiamo tutti perché parli. Sei il ciuccio di McGlade.” Ciuccio era una parola strana. Il compagno dava quel nome a Simon Moonan (…) Ma la parola suonava male. Una volta Sthephen si era lavate le mani nel lavabo dell’Albergo Wicklow e poi suo padre aveva alzato il tappo per la catenella e l’acqua sporca era andata giù per il buco della vaschetta. E quando era andata giù tutta, lenta, il buco della vaschetta aveva fatto un suono così: ciuccio. Solo, più forte. Ricordare questo e il color bianco del lavabo, gli faceva sentir freddo e poi caldo. C’erano due rubinetti che si giravano e veniva fuori l’acqua: fredda e calda. Sentiva freddo e poi un po’ di caldo: e vedeva i nomi stampati sui rubinetti. Era una cosa molto strana. Anche l’aria nel corridoio lo gelava. Era strana e umidiccia. Ma presto avrebbero acceso il gas e questo bruciando faceva un rumore leggero come una canzoncina. Sempre la stessa: e quando i compagni nella sala da gioco cessavano di parlare, si pote

Sulla narrabilità dei luoghi (III parte, La città anacronistica e il cinema postmoderno)

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  di Marcello Walter Bruno Calabria Ora, 23 settembre 2006 In superficie, nella sovra-città, le cose non vanno diversamente. L'ambiente urbano è già paesaggio, è già natura, oggetto, dissidio, trappola: organismo alieno e mutante, la città è “la cosa” che ci abita mentre crediamo di abitarla. La metropoli non ha cittadini: non ha memoria, è un palinsesto continuamente grattato e riscritto (come in quel video di David Bowie interamente occupato da vecchi grattacieli abbattuti con la dinamite: il “bum bum bum” di Charles Jencks). La città non è più a misura d'uomo perché è l'uomo a non essere più misura di tutte le cose. Gli umani sono già alieni, visitors, vampiri alla Matheson: posseduti dalla “cosa”, abitano la cosa-dolce-cosa. E' sempre stato così. La città è sempre già stata persa, distrutta: Parigi brucia da sempre; se non bruciasse, il cinema non la guarderebbe. Il neorealismo è sostanzialmente un'estetica delle rovine: nella Firenze deserta di Paisà si sent

Piano solo (solo piano)

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  chioccio Dal suono simile a quello emesso dalla chioccia  quando cova o chiama i pulcini, parole pronunciate con “voce chioccia”,  un aggettivo  coniato  da Dante a partire dal verbo ‘chiocciare’   Talvin/Smagliature, Cosenza 1981

Blues di vetro

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Alfredo Pirri Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps 2018 - 2019 Ph. Paolo Semprucci 2007   Che cosa dobbiamo al vetro? Una certa ossessione dell'occhio all'interno del movimento e della parola Bisognerebbe farne la storia: qund'è che un bicchiere ha inventao il colore del vino? quand'è che il mondo  ha cominciato a sfuggirci lateralmente facendosi chiamare paesaggio? Personalmente, i miei debiti con il vetro sono tanti quanti i miei risentimenti - se non fosse che l'eccesso di un senso dà come scarto una diversa saggezza voglio dire: c'è sempre più vetro tra i miei occhi e le cose che amo Vorrei sapere da Borges, che è cieco, se ritiene che il vetro sia umano Marcello Walter Bruno Talvin foglio di poesia in eliografia numero zero Cosenza, Febbraio 1981